Una recente sentenza del Consiglio di Stato pubblicata il 18 marzo 2024 mette la parola fine sul contenzioso che si genera tra le Aziende farmaceutiche e le Regioni o loro Strutture sanitarie quando i loro prodotti vengono esclusi dai Prontuari. Il CDS si discosta dal precedente orientamento espresso con la sentenza CDS 5560/2017: in quel caso, a fronte della contestata scelta regionale in tema di inserimento dei farmaci nel PTR, veniva data enfasi ad una valutazione di maggiore efficacia terapeutica dei principi attivi inclusi rispetto a quello non inserito. Oggi al contrario il CDS, condividendo l’affermazione del TAR Sardegna, definisce il Prontuario Terapeutico Regionale come una lista di “principi attivi utilizzabili negli ospedali del territorio regionale vincolante per i medici ospedalieri” e quindi il mancato inserimento corrisponde a “raccomandazioni” che non si prefiggono di alterare il regime di prescrivibilità e rimborsabilità̀ dei farmaci, costituente il campo elettivo di azione dell’AIFA, ma si limitano a fornire direttive ai sanitari prescrittori ai fini dell’esercizio della loro attività̀ prescrittiva, ad esempio con RMP, cioè le richieste motivate prescrittive, che possono riguardare anche casi specifici di prodotti non inseriti nel PTR.
